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Caro carburanti, tregua tra Stati Uniti e Iran: scende il prezzo del petrolio

Petrolio in picchiata dopo il cessate il fuoco: il Brent perde il 16%. Marine Traffic segnala la ripresa dei transiti navali nello Stretto di Hormuz

Crediti foto: Ansa

Due settimane di tregua: è l’accordo raggiunto nella notte (italiana) tra Stati Uniti e Iran sulla guerra in Medio Oriente che ha portato ai primi attraversamenti navali dello Stretto di Hormuz controllato dai Pasdaran.

La distensione internazionale segna un punto di svolta cruciale per l’economia globale. A poche ore dall’annuncio del cessate il fuoco, il traffico marittimo sta riprendendo vita in uno dei punti più caldi del pianeta. Secondo le rilevazioni di Marine Traffic, le prime petroliere e navi mercantili hanno iniziato a solcare nuovamente lo Stretto di Hormuz, via navigabile vitale per il transito del greggio mondiale.

La riapertura temporanea, finalizzata a favorire lo svolgimento dei negoziati, ha scosso immediatamente i mercati energetici. Il prezzo del petrolio è letteralmente crollato: il Brent ha registrato una perdita record del 16%, scivolando sotto la soglia dei 92 dollari, mentre il WTI è affondato a quota 98 dollari. Questo rapido riallineamento dei prezzi riflette l’allentamento dei timori su possibili interruzioni dell’offerta globale.

L’effetto “pace” si è propagato istantaneamente anche sui listini azionari. Le Borse asiatiche, le prime ad aprire dopo la notizia, hanno reagito con euforia: Hong Kong, Tokyo e Shanghai hanno avviato le sedute in netto rialzo, trainate dalla prospettiva di costi energetici ridotti e di una maggiore stabilità nel commercio internazionale.

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