La crisi energetica internazionale, aggravata dalle tensioni in Medio Oriente e dal conflitto in Iran, sta colpendo con inaudita violenza l’agricoltura sarda. Il Centro Studi Agricoli ha lanciato un grido d’allarme per una situazione che nell’Isola assume contorni drammatici a causa di deficit infrastrutturali storici: in molte aree rurali, infatti, le aziende non sono collegate alla rete elettrica nazionale.
Questa carenza costringe gli allevatori a utilizzare gruppi elettrogeni a gasolio non solo per i trattori, ma per operazioni quotidiane vitali come la mungitura. Con il prezzo del gasolio agricolo che ha sfondato la quota di 1,56 €/litro, i costi operativi sono diventati insostenibili.
A pesare è anche la percezione di una disparità di trattamento normativo: secondo l’associazione, l’ultimo decreto sulle accise ha favorito autotrasportatori e cittadini privati con sconti strutturali, riservando al settore agricolo solo tagli definiti “simbolici” di pochi centesimi, del tutto insufficienti a coprire i rincari che minacciano la sopravvivenza delle imprese zootecniche isolane.
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