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Cresce la paura per la Brigata Sassari in Libano, morti due caschi blu rimasti feriti

Sale la tensione in Libano: due nuovi morti tra i caschi blu indonesiani di UNIFIL dopo un'esplosione. Soccorsi ostacolati dalla mancanza di sicurezza

Crediti foto: Ansa

La tragedia della missione UNIFIL in Libano si aggrava pesantemente nella giornata di oggi, 30 marzo. Secondo quanto riportato dal New York Times e confermato da fonti ONU, altri due caschi blu indonesiani sono rimasti uccisi a seguito di una violenta esplosione che ha investito in pieno il loro convoglio. Il bilancio delle ultime 48 ore sale così a tre vittime, dopo il decesso di un altro militare indonesiano avvenuto ieri.

La portavoce di UNIFIL, Kandice Ardiel, ha descritto una situazione operativa drammatica: l’esplosione ha “gravemente danneggiato” un veicolo blindato, causando anche numerosi feriti tra il personale di bordo. Le operazioni di soccorso sono state inizialmente bloccate dall’assenza di garanzie di sicurezza sul terreno, impedendo ai soccorritori di raggiungere immediatamente i corpi dei due soldati rimasti intrappolati tra le lamiere. Solo dopo un complesso coordinamento con le autorità libanesi e israeliane, una squadra di recupero è riuscita a mettersi in viaggio verso il luogo dell’incidente.

Le cause della deflagrazione restano avvolte nel mistero: non è ancora chiaro se si sia trattato di una mina, di un ordigno improvvisato (IED) o di un attacco mirato. L’escalation di violenza contro i peacekeeper sta portando la missione ONU a uno dei livelli di allerta più alti degli ultimi anni.

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