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Sinnai, auto rubata e incidentata | Il proprietario: “Spero che il ladro non sia ferito”

Auto rubata e distrutta a Sinnai, ma il proprietario sorprende tutti con un appello ai ladri, invitandoli a curarsi dopo l’incidente: "Conta la vita"

Crediti foto: Giulio Lobina

Un furto d’auto trasformato in una storia dal forte valore umano. A Sinnai, nella notte tra venerdì e sabato, un’auto storica è stata rubata e poi ritrovata completamente distrutta dopo un incidente. Ma a colpire non è solo la dinamica dei fatti, bensì la reazione del proprietario, Giulio Lobina, che ha scelto di lanciare un messaggio inatteso.

Il furto e l’incidente

Il veicolo, una Fiat Tipo del 1989, era parcheggiato in viale della Libertà quando è stato forzato e messo in moto dai ladri. Dopo aver danneggiato un’altra auto durante la fuga, i malviventi si sono schiantati lungo la circonvallazione tra Sinnai e Settimo San Pietro.

L’impatto ha distrutto l’avantreno della vettura, rendendola irrecuperabile. Secondo la ricostruzione del proprietario, il mezzo — privo di sistemi di sicurezza moderni — sarebbe stato condotto ad alta velocità fino alla perdita di controllo.

Un valore affettivo enorme

Per Giulio Lobina non si trattava di un semplice mezzo di trasporto. “L’auto era di nonno Giulio, ed è stata utilizzata per anni da lui per andare a fare la dialisi al Brotzu, fino al trapianto di rene arrivato quando ogni speranza era perduta, e per portarci al mare. Nonno ci portava al mare con la Tipo blu nautico. Tutti insieme. Avevamo nel cofano ancge il bidone dell’acqua per lavarci i piedi perchè nonno ci teneva. A noi e anche all’auto. Aveva un valore affettivo enorme. Ma chi l’ha rubata non poteva saperlo”.

Non solo: “L’auto è stata anche due settimane a Norcia, anni fa, per l’aiuto ai terremotati, per il trasporto di viveri nelle frazioni montane”. E da ultimo “ha partecipato come comparsa alle riprese del Film di Beniamino Zuncheddu perchè ha una certa età. Almeno la vedrò in televisione”.

Il messaggio sorprendente del proprietario

Nonostante il danno subito, Lobina ha scelto di non concentrarsi sulla rabbia o sulla ricerca dei responsabili. Il suo appello, diffuso sui social, è rivolto proprio a chi ha commesso il furto, con un invito a prendersi cura della propria salute dopo l’incidente.

Vorrei sapere che chi l’ha rubata sta bene”, scrive, esprimendo preoccupazione per le possibili conseguenze fisiche dello schianto. E ancora: “Lo sterzo, infatti era talmente scassato e il parabrezza rotto come se qualcuno ci avesse sbattuto pesantemente sopra con la testa e il torace. Vorrei sapere che chi è rimasto vittima delle conseguenze del furto commesso non ne abbia di più gravi per la propria vita. Vorrei sapere che è andato a farsi visitare. Che il trauma dell’incidente non gli abbia creato danni al torace e alla milza. Che possono peraltro manifestarsi in giorni successivi. Vorrei sapere che a Pasqua potrà sedere alla tavola con la sua famiglia e fare progetti futuri più giusti. Perchè la vita umana deve valere, sempre, più della paura di esser trovato colpevole di un furto”.

“Nonno diceva che il male non si augura mai, neanche al peggior nemico. I social arrivano ovunque. E possono leggerli anche i ladri. E allora che gli giunga in qualche modo questo messaggio: vada in ospedale, si faccia visitare. Non perda tempo. Racconti d’aver sbattuto pesantemente su un albero o su qualsiasi cosa. Si renda conto che quello che ha fatto non è una cosa buona nè giusta. Ma vada a farsi visitare. L’auto è andata e chi ruba auto non è certo pronto a risarcire i danni che causa. Ma una vita umana, anche la sua, vale molto di più. Vale molto di più”.

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