Province Città Metropolitana Maracalagonis, salta la Giunta: arriva il commissario | La sindaca: “Una congiura”

Maracalagonis, salta la Giunta: arriva il commissario | La sindaca: “Una congiura”

Aria infuocata nel Comune di Maracalagonis dove la sindaca e 9 consiglieri hanno rassegnato le dimissioni: post al vetriolo di Fadda

Crediti foto: Francesca Fadda - Facebook

Caos totale nel Comune di Maracalagonis, dove la bocciatura del bilancio ha innescato una vera e propria reazione a catena che ha portato alla caduta dell’amministrazione. Dopo il voto contrario in aula, 9 consiglieri hanno rassegnato le dimissioni, così come ha fatto la sindaca Francesca Fadda.

A lasciare l’incarico sono stati Gregorio Contini, Elisabetta Melis, Antonio Melis, Saverio Pinna, Gianluca Mudu, Sebastiano Ghironi, Ennio Fogli, Valentina Pisue  Mariangela Perra. Le dimissioni collettive porteranno allo scioglimento del Consiglio comunale e alla nomina di un commissario da parte della Regione Sardegna, che guiderà l’ente fino alle prossime elezioni amministrative previste a giugno.

Lo scontro politico

Durissimo lo sfogo della sindaca uscente sui social, che parla apertamente di “congiura di palazzo” e “tradimento istituzionale”. Nel suo intervento, Fadda sostiene che si sia trattato di un’azione mirata a bloccare l’attività amministrativa e colpire l’intera comunità. “Altro che confronto politico: tra martedì e oggi si è consumata una manovra orchestrata, fredda e calcolata, per colpire non me, ma l’intera comunità di Maracalagonis”.

Al centro della crisi, come racconta la sindaca, c’è la mancata approvazione del bilancio di previsione, considerato un atto fondamentale per garantire la continuità amministrativa fino al voto. Secondo la ricostruzione, i gruppi di opposizione avrebbero espresso un voto contrario senza entrare nel merito del provvedimento, determinando così lo stallo istituzionale. Decisivo anche il cambio di posizione di un consigliere di maggioranza e il ruolo della presidente del Consiglio comunale.

“I tre gruppi di opposizione hanno dichiarato fin da subito voto contrario, senza entrare nel merito, senza una proposta, senza assumersi alcuna responsabilità. Un “no” politico, cieco e premeditato. A questo si è aggiunto il voltafaccia storico che pretende sempre candidature anticipate a ricatto, di un consigliere che sosteneva la maggioranza, improvvisamente allineato all’opposizione, lasciando spazio a più di una riflessione sulle reali motivazioni di questa scelta. Come se non bastasse, la Presidente del Consiglio che avrebbe dovuto garantire equilibrio e imparzialità, ha deciso di schierarsi, risultando determinante per affossare il bilancio”.

La sindaca ha inoltre spiegato di aver scelto di dimettersi anticipatamente per aprire una finestra utile a trovare una soluzione e approvare il bilancio, tentativo che però non ha avuto esito. “Un gesto concreto, nell’interesse esclusivo della comunità. Ma non è stato possibile neppure questo. Perché quando gli interessi personali e le ambizioni di pochi prendono il sopravvento sull’interesse collettivo, il risultato è sotto gli occhi di tutti: un Comune bloccato, una macchina amministrativa paralizzata, e cittadini lasciati senza risposte e senza soldi”.

Per Fadda le dimissioni dei consiglieri rappresentano “un atto costruito a tavolino, che ha reso vano anche ogni tentativo estremo di responsabilità. Questo non è fare politica. Questo è anteporre il proprio tornaconto al bene pubblico”. Infine l’annuncio: “Mi ricandiderò e sarò ancora una volta davanti a voi, cittadini, unici veri giudici della politica”.

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