Prima pagina Dimissioni Delmastro, il centrosinistra sardo incalza: “Ora stop ai 41 bis”

Dimissioni Delmastro, il centrosinistra sardo incalza: “Ora stop ai 41 bis”

Le dimissioni di Andrea Delmastro riaccendono lo scontro politico sul 41-bis in Sardegna: il senatore Marco Meloni chiede lo stop al trasferimento dei detenuti

Le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro continuano a generare forti ripercussioni nel panorama politico nazionale, con effetti evidenti anche in Sardegna.

Il passo indietro è arrivato dopo un confronto con il ministro Carlo Nordio e al termine di valutazioni condivise con Palazzo Chigi e i vertici di Fratelli d’Italia. Al centro delle polemiche la vicenda relativa a una società in cui figurava insieme alla figlia di Mauro Caroccia, ritenuto vicino al clan Senese.

Contestualmente ha lasciato l’incarico anche la capa di gabinetto Giusi Bartolozzi, finita nel mirino per alcune dichiarazioni sulla magistratura durante la campagna referendaria. Nelle stesse ore, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha chiesto un passo indietro anche alla ministra del Turismo Daniela Santanchè, coinvolta in diverse indagini fiscali, ampliando così il fronte delle tensioni all’interno dell’esecutivo.

Il caso Sardegna e il nodo 41-bis

In Sardegna, il dibattito politico si concentra soprattutto sul ruolo avuto da Delmastro nella gestione dei detenuti in regime di 41-bis. L’ex sottosegretario viene infatti indicato da esponenti del centrosinistra come uno dei principali promotori del piano di trasferimento dei detenuti nelle carceri dell’Isola.

A intervenire con toni duri è stato il senatore del Partito Democratico Marco Meloni. “L’inglorioso epilogo, con le dimissioni, della presenza dell’ormai ex sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove ai vertici del Ministero della Giustizia è particolarmente rilevante per la Sardegna” dice il senatore Dem in una nota. Secondo Meloni “è stato lui infatti l’autore del piano per la riorganizzazione dei detenuti in regime 41-bis; centinaia, oltre un terzo del totale, sarebbero destinati nella mia isola”.

Da qui l’appello al Governo: “Chiediamo al Governo di interrompere immediatamente questo piano ingiusto, insensato e scellerato, che trasformerebbe la Sardegna in un’isola-carcere, compromettendone per sempre tenuta sociale, sicurezza e prosperità economica, senza apportare benefici a nessun altro territorio italiano”.

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