Dibattito sul futuro del nuovo stadio di Cagliari durante l’ultima seduta del Consiglio comunale. Al centro del confronto politico resta il Piano Economico Finanziario (Pef) relativo al progetto definitivo, depositato dal club il 18 dicembre 2025 e ancora non approdato in aula per la discussione formale.
A sollevare la questione è stato il consigliere comunale Giuseppe Farris, esponente di Civica 2024, che insieme ai capigruppo di minoranza aveva presentato una richiesta ufficiale per aprire un dibattito sullo stato dell’iter.
Il nodo principale riguarda proprio i tempi di valutazione del Pef, documento fondamentale per l’approvazione dell’opera, la cui competenza spetta al Consiglio comunale.
La posizione dell’amministrazione
A fare il punto sulla situazione è intervenuto l’assessore allo Sport Giuseppe Macciotta, che ha difeso l’operato dell’amministrazione spiegando che il ritardo è legato alla necessità di un’analisi approfondita del piano.
“Il Pef è stato esaminato non appena presentato con un’analisi severa. Sono decorsi tre mesi, un tempo necessario a presentare un piano in aula che fosse già analizzato e emendato con la società proponente. Questo per allontanare una visione di sottrazione dell’analisi al Consiglio. Non c’è stata nessuna carenza di trasparenza“.
Il tema della proprietà del club
Maciotta ha anche parlato della questione relativa alla possibile cessione di quote del club da parte del presidente Tommaso Giulini a investitori americani, scenario collegato all’evoluzione del progetto stadio.
Su questo punto, Macciotta ha precisato: “Le vicende private della società nulla hanno a che fare con l’approvazione di questo progetto. Poi non possiamo impedire che un beneficio sul piano della valutazione patrimoniale possa derivare a un soggetto sull’avere o meno il progetto approvato. Sono contrattazioni che esulano dalla nostra responsabilità”.
I nodi
Poi spazio ai nodi principali, in primis il diritto di superficie. “Il diritto di superficie lo valuterà l’Aula. Io non avrei preclusioni, sul piano di bancabilità la titolarità del bene avrà una valenza. Con la sola concessione d’uso l’assetto proprietario è diverso. Il tema è l’ipoteca. L’ipoteca in questo caso non prevederebbe un’espropriazione, ma una decadenza della convenzione e un subentro del soggetto finanziatore nello strumento concessorio. Nelle conseguenze di un default della società, l’ipoteca sarebbe pesata come un macigno. L’ultimo testo che ci è stato presentato questa mattina prevede un’eliminazione a qualsiasi riferimento su un’ipoteca. Oggi il problema dell’ipoteca non esiste più, ma rimane il problema del diritto di superficie. Il Comune di Cagliari, nel concedere il diritto di superficie, non sarà però obbligato a concedere ipoteche sul bene. La sorte di questo Piano non potrà essere dipendente o condizionata da un intervento di questa amministrazione che si sommi ai 10 milioni di euro per la demolizione del vecchio Sant’Elia, che sono già stati concessi e attribuiti”.
Poi sui parcheggi. “Nel Pef questo elemento aveva una valenza importante, un milione e mezzo annui, e non poteva trovarci d’accordo. Sia da un punto di vista normativo, che da un punto di vista pratico è stata contestata dagli uffici tecnici con chiarezza. Al Cagliari Calcio è stato confermato che sarà necessario una revisione del Pef e sulla nuova versione questa gestione privata dei parcheggi non ci sarà più”.
Un passaggio anche sulle tempistiche. “Questo è un percorso lunghissimo, se nel corso dell’amministrazione riusciremo ad arrivare all’indizione della gara pubblica a giugno e l’inizio dei lavori entro luglio 2027, con Cagliari che continuerà a essere una delle città papabili per gli Europei 2032, saremmo contenti”.
Resta però il problema del canone. “Il canone proposto di 50mila euro colpisce per la sue esiguità, pur comprendendo che la sostenibilità del Pef passa anche per l’ammontare del canone. Su questo l’interlocuzione è aperta. Abbiamo già evidenziato a nostro giudizio l’insufficienza del canone e la posizione della società proponente è abbastanza chiara sul punto. Oggi sul tappeto il problema del canone esiste. Esistono altre problematiche più tecniche, come costo dell’opera e dei materiali, su cui non mi vorrei addentrare, ma sono oggetto di un’interlocuzione con l’altra parte. Sono tematiche importanti, ma demandate con piena fiducia agli uffici. La finalità è sempre quella, cercare un punto di equilibrio che implicherà il rispetto dell’interesse pubblico”.
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