Mentre il resto dell’Italia e della Sardegna delineano orientamenti netti sul referendum costituzionale della giustizia, esiste un luogo dove la democrazia ha partorito un risultato matematicamente sbalorditivo: Monteleone Rocca Doria. Il suggestivo borgo arroccato sul lago del Temo, forte dei suoi circa cento abitanti, ha risposto al quesito referendario con una precisione che sembra sfidare le leggi della statistica.
Su un totale di 91 residenti aventi diritto al voto, la partecipazione è stata massiccia rispetto alla media nazionale: si sono recati alle urne 46 elettori, pari al 50,55% del corpo elettorale. Ma il dato sorprendente emerge dallo scrutinio delle schede. In una comunità dove ogni voto pesa come un macigno, non si è registrata alcuna defezione tecnica: il bilancio finale recita infatti “0 bianche, 0 nulle”, a testimonianza di una volontà di partecipazione consapevole e decisa.
Il responso delle urne ha sancito una spaccatura speculare: dei 46 votanti, esattamente 23 hanno scelto il Sì e i restanti 23 hanno optato per il No. Una parità chirurgica che conferma l’equilibrio quasi mistico di questo piccolo centro, capace di dividersi a metà senza che una fazione prevalga sull’altra, nemmeno su un tema divisivo come la riforma dell’ordinamento giudiziario.
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