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Juventus Club Sordi, tra tifo e inclusione c’è anche un pezzo di Sardegna

Lo Juventus Club Sordi festeggia 12 anni con un raduno a Torino: tra i 500 tifosi riuniti anche una nutrita rappresentanza isolana

Dodici anni di attività all’insegna della passione sportiva e dell’inclusione sociale. Lo Juventus Club Sordi rappresenta oggi una realtà consolidata nel panorama dei tifosi bianconeri, capace di unire persone provenienti da tutta Italia attorno ai valori dello sport, della condivisione e dell’accessibilità.

Nato grazie all’impegno di Michele Casa di Bari, il club è attualmente guidato da Pietro Alfieri, con il supporto della collaboratrice regionale Arianna Cosimi. Nel corso degli anni il progetto ha conosciuto una crescita costante, diventando un punto di riferimento per la comunità dei tifosi sordi e promuovendo una partecipazione sempre più ampia e inclusiva.

A testimonianza di questo percorso, il recente raduno organizzato a Torino ha celebrato i 12 anni del club, coinvolgendo circa 500 partecipanti. L’evento si è articolato in momenti di incontro, attività condivise e visite simboliche nei luoghi più rappresentativi della storia bianconera, tra cui l’Allianz Stadium e il Juventus Museum, esperienze particolarmente apprezzate dai presenti.

L’iniziativa ha rappresentato anche un’occasione per ribadire l’importanza di rendere il mondo dello sport sempre più accessibile, dimostrando come la disabilità possa essere vissuta senza barriere, attraverso la partecipazione attiva e condivisa.

All’interno dell’organizzazione, un ruolo fondamentale è svolto dai sardi Antonello Ruggiu, responsabile amministrativo, e da Luca Montisci, referente regionale per Sassari. Entrambi sono impegnati nella gestione e nella diffusione delle iniziative del club anche in Sardegna, dove è presente una folta rappresentanza di soci, sia tra i non udenti che tra i simpatizzanti che sostengono il progetto.

Importante anche la presenza digitale, attiva dal 2014 attraverso il progetto JCS, in particolare tramite il gruppo Facebook dedicato. Uno spazio che continua a rappresentare il principale luogo di condivisione per i tifosi sordi bianconeri, rafforzando il senso di comunità e appartenenza.

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