Un pomeriggio di estrema criticità ha sconvolto la Casa di reclusione di Oristano lo scorso giovedì, quando una protesta scatenata da alcuni detenuti è degenerata in una serie di roghi dolosi. Le fiamme, appiccate inizialmente a piccoli cumuli di carta e biancheria da letto, si sono rapidamente estese fino a coinvolgere un materasso, trasformando le sezioni detentive in una trappola di calore e fumo.
La combustione dei materiali plastici e sintetici ha generato una densa colonna di fumo nero che ha saturato i corridoi in pochi istanti, rendendo l’aria irrespirabile e riducendo drasticamente la visibilità. Nonostante lo scenario ad alto rischio, il personale della Polizia Penitenziaria è intervenuto con tempestività per contenere l’emergenza e mettere in sicurezza sia l’istituto che gli occupanti, operando in condizioni ambientali proibitive.
Il bilancio dell’operazione registra il ferimento di tre poliziotti, i quali hanno riportato lievi bruciature e sintomi da intossicazione dovuti all’inalazione dei vapori tossici. Gli agenti sono stati trasferiti d’urgenza al pronto soccorso per i necessari controlli clinici; fortunatamente, le loro condizioni non destano preoccupazione e sono stati giudicati guaribili in breve tempo.
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