La Corte d’Assise d’Appello di Cagliari ha messo il sigillo giudiziario sul caso del femminicidio di Francesca Deidda, confermando la massima pena per il marito, il quarantatreenne di San Sperate Igor Sollai. L’uomo, che ha ammesso le proprie responsabilità, resta condannato all’ergastolo per i reati di omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere.
La vicenda, che aveva scosso l’intera Sardegna, risale al maggio del 2024, quando della quarantaduenne si persero le tracce per oltre due mesi; i suoi resti furono poi rinvenuti il 18 luglio successivo, celati in un borsone abbandonato nelle campagne tra Sinnai e San Vito. I giudici di secondo grado, pur ribadendo il carcere a vita, hanno scelto di escludere l’aggravante della crudeltà, ma hanno inflitto all’imputato una pesante sanzione accessoria: Sollai perde ogni diritto sull’abitazione familiare e su qualsiasi indennità correlata, venendo di fatto estromesso dal patrimonio comune.
Sul fronte dei risarcimenti civili, la sentenza ha prodotto esiti differenti: è stata confermata la provvisionale a favore di Andrea Deidda, fratello della vittima, mentre è stata rigettata la richiesta di indennizzo per gli zii di Francesca, che si erano uniti al processo come parte civile.
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