Prima pagina Raduano, l’ex boss confessa l’omicidio: “Sardi mi hanno aiutato nella latitanza”

Raduano, l’ex boss confessa l’omicidio: “Sardi mi hanno aiutato nella latitanza”

Raduano ha fornito dettagli inediti sulla sua latitanza tra i territori di Bitti, Orune e Padru, confermando di aver ricevuto protezione

Crediti foto: Ansa

Le confessioni di Marco Raduano, l’ex boss della mafia foggiana protagonista della clamorosa evasione dal carcere di massima sicurezza di Badu ‘e Carros nel 2023, stanno scoperchiando un asse criminale transfrontaliero tra la Sardegna e la Corsica. Davanti ai magistrati della DDA di Cagliari, il collaboratore di giustizia ha ammesso il proprio ruolo in un brutale fatto di sangue: l’omicidio di Paul-Félix Paoli, un ristoratore di 51 anni freddato a Bastia nel 2023.

Secondo quanto ricostruito dal latitante, l’esecuzione non è stata un atto isolato, ma la “moneta di scambio” per saldare il debito contratto con i clan che ne avevano favorito la fuga. L’omicidio sarebbe stato pianificato proprio in terra sarda come ringraziamento per il supporto logistico ricevuto dal gruppo criminale sardo-corso. Raduano ha inoltre fornito dettagli inediti sulla sua latitanza tra i territori di Bitti, Orune e Padru, confermando di aver goduto di una fitta rete di protezione locale che gli ha garantito vitto, alloggio e rifugio sicuro per mesi.

Il pentito ha spiegato di aver taciuto inizialmente questi retroscena per il concreto timore di ritorsioni trasversali contro i suoi familiari; una reticenza venuta meno solo dopo l’inserimento ufficiale nel programma di protezione testimoni. Le sue dichiarazioni, rese ai legali degli imputati che hanno scelto il rito ordinario, aprono ora nuovi scenari investigativi sulla penetrazione della criminalità organizzata nelle zone interne dell’Isola e sui suoi legami con le consorterie d’oltremare.

Leggi le altre notizie su www.cagliaripad.it