In Evidenza Peschereccio affondato a Santa Maria Navarrese: individuato il relitto, vittime disperse

Peschereccio affondato a Santa Maria Navarrese: individuato il relitto, vittime disperse

Il peschereccio, colato a picco lo scorso 11 febbraio nelle acque dell'Ogliastra, è stato individuato a una profondità di circa 150 metri

Nel tardo pomeriggio di ieri, mercoledì 18 marzo 2026, le operazioni di ricerca condotte dalla Guardia Costiera hanno portato alla localizzazione del relitto del “Luigino”. Il peschereccio, colato a picco lo scorso 11 febbraio nelle acque dell’Ogliastra, è stato individuato a una profondità di circa 150 metri, adagiato sul fondale sul fianco di dritta, a breve distanza dalle coordinate ipotizzate inizialmente.

La tragedia, avvenuta nel mare di Santa Maria Navarrese, era costata la vita a due esperti marittimi di Tortolì: il cinquantatreenne Antonio Morlè e il sessantatreenne Enrico Piras. Un terzo membro dell’equipaggio, Antonio Lovicario, era miracolosamente riuscito a scampare al naufragio. Nonostante l’importante ritrovamento della struttura dell’imbarcazione, le prime ispezioni visive indicano che i corpi dei due dispersi non si troverebbero all’interno dello scafo.

Il percorso per arrivare a questo risultato è stato lungo e tormentato: dopo un primo tentativo di ricerca subito dopo il disastro, le proibitive condizioni meteo-marine avevano imposto un brusco stop alle operazioni. Solo la tenacia dei soccorritori e il miglioramento del tempo nei giorni successivi hanno permesso di mappare il fondale fino alla scoperta odierna, che chiude un capitolo tecnico ma lascia ancora aperto il dolore per il mancato ritrovamento dei due pescatori.

Leggi le altre notizie su www.cagliaripad.it