In Evidenza Privatizzazione aeroporti sardi, Urpi attacca: “Scelta surreale della Regione”

Privatizzazione aeroporti sardi, Urpi attacca: “Scelta surreale della Regione”

"La Regione sta per cedere a privati un bene strategico, costruito con i soldi dei sardi; per farlo è disposta pure a pagare", aggiunge Urpi

Crediti foto: Aeroporto Cagliari Elmas - Facebook

Il consigliere regionale Alberto Urpi lancia un durissimo atto d’accusa contro la strategia di privatizzazione degli scali aerei isolani, definendo l’operazione della Giunta una manovra priva di logica e profondamente dannosa per l’interesse collettivo. Secondo l’esponente politico, la Sardegna si appresterebbe a svendere infrastrutture vitali, arrivando paradossalmente a impiegare fondi pubblici per agevolare il passaggio di mano ai privati.

L’affondo di Urpi non usa mezzi termini: “Siamo di fronte a una scelta surreale, che offende il buon senso e danneggia la Sardegna. La Regione sta per cedere a privati un bene strategico, costruito con i soldi dei sardi, e per farlo è disposta persino a rimetterci soldi pubblici. Non è un errore, è una follia”.

Il consigliere sottolinea come la natura insulare del territorio renda la gestione aeroportuale una questione di sicurezza e diritto fondamentale, piuttosto che un semplice business: “Viviamo su un’isola: i nostri aeroporti non sono semplici scali, sono la porta d’accesso al mondo, il primo anello della catena logistica che tiene in vita la nostra economia e garantisce il diritto alla mobilità dei cittadini. Invece di rafforzare il controllo pubblico su queste infrastrutture vitali, la Giunta decide di fare un passo indietro. Non si tratta di una partnership per migliorare i servizi: è una resa incondizionata. Un salto nel vuoto, con margini di controllo ridotti al lumicino, in un settore già oggi in profonda sofferenza per colpa di una continuità territoriale che non funziona”.

Ciò che desta maggiore indignazione in Urpi è l’aspetto economico dell’accordo, che ribalterebbe le normali regole della compravendita: “Pagare per cedere un bene pubblico? È una cosa che viola ogni logica di mercato, ogni principio di buona amministrazione. Di solito chi vende un bene intasca un corrispettivo. Qui la Regione paga per liberarsi di una infrastruttura strategica. È un’inversione totale dei ruoli, che indebolisce il ruolo pubblico invece di rafforzarlo”.

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