L’Associazione di Base dei Consumatori (A.Ba.Co.) ha ufficialmente investito l’Antitrust della questione legata al drastico e improvviso rincaro dei carburanti osservato dall’inizio di marzo 2026. Attraverso un esposto inviato all’AGCM, l’organizzazione ha sollecitato un intervento ispettivo immediato per far luce su dinamiche di mercato ritenute sospette.
Il punto centrale della contestazione riguarda la scollatura tra il prezzo finale pagato dagli utenti e i costi vivi di produzione. Sulla questione è intervenuto Enrico Rubiu, rappresentante di A.Ba.Co. Sardegna, affermando che: “Siamo di fronte a rincari che appaiono privi di giustificazione economica, è vero che vi è stata una impennata del costo del Brent ma ciò non giustifica l’aumento spropositato del prezzo dei carburanti, in particolare del diesel che suggeriscono manovre speculative per gonfiare i margini di profitto industriale”.
I dati elaborati dall’associazione, basandosi sulle rilevazioni odierne del MIMIT, dipingono un quadro allarmante per l’Isola: in Sardegna il costo medio ha sfondato la soglia critica, attestandosi a 2,017 €/l per il gasolio e 1,807 €/l per la benzina in modalità self-service. Di fronte a tali numeri, la presidenza nazionale di A.Ba.Co. sospetta l’esistenza di un cartello tra i colossi petroliferi finalizzato a pilotare i listini verso l’alto, bypassando le normali regole della competizione.
Parallelamente, la sezione sarda dell’associazione si è rivolta al Prefetto di Cagliari per ottenere un tavolo di confronto che analizzi la specificità del contesto regionale. L’obiettivo dichiarato è quello di verificare se la filiera sarda stia subendo distorsioni ingiustificate. “Rimaniamo in attesa dell’apertura di una specifica istruttoria,” conclude Rubiu Enrico, ribadendo che “È fondamentale tutelare i consumatori da quello che appare come un attacco ingiustificato ai loro portafogli”.
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