Un appello urgente alle istituzioni italiane ed europee per affrontare quella che viene definita una vera e propria emergenza economica per la Sardegna. A lanciarlo è Confapi, la confederazione delle Piccole e Medie Industrie italiane, che denuncia la crisi dei collegamenti con la Sardegna come una “strozzatura economica permanente” capace di mettere a rischio competitività e occupazione.
L’intervento arriva per bocca del presidente nazionale Cristian Camisa, insieme alla presidenza di Confapi Sardegna guidata da Giorgio Delpiano e dal vicepresidente con delega ai trasporti Gianfrancesco Lecca. Secondo l’associazione delle imprese, la Sardegna si troverebbe in una condizione normativa svantaggiata rispetto ad altri territori insulari europei. Diverse isole dell’Unione Europea beneficiano infatti dello status di Regioni Ultraperiferiche (Rup) previsto dall’Articolo 349 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, che consente deroghe e sostegni specifici. Tra gli esempi citati figurano Martinica e Azzorre, che possono contare su misure compensative anche rispetto ai costi derivanti dal sistema europeo delle emissioni.
La Sardegna, pur condividendo simili difficoltà logistiche, resta invece soggetta alle normali regole di mercato, con il rischio — secondo Confapi — di subire un aumento dei costi di trasporto superiore al 40% a partire dal 2026 a causa dell’impatto del sistema Emission Trading System (Ets).
“La Sardegna subisce una condizione che in altri contesti è stata riconosciuta come inaccettabile e corretta con strumenti pubblici mirati” dichiara il presidente nazionale. “La Francia ha ottenuto circa 120 milioni di euro annui per il trasporto verso la Corsica. L’Italia deve avere la stessa forza politica per tutelare la sua seconda isola più grande e più lontana”.
Dal territorio arriva anche la richiesta di misure concrete per sostenere la logistica e la competitività delle aziende. “Le imprese sarde subiscono una penalizzazione strutturale che non può più essere ignorata”, afferma Delpiano. Il presidente chiede che chiede alla Regione di utilizzare i risparmi delle gare sulla continuità aerea per creare una continuità territoriale dedicata alle merci. L’obiettivo sarebbe garantire capacità di trasporto minima e certezza dei collegamenti, evitando che il traffico commerciale venga condizionato dalla stagionalità del mercato turistico.
A preoccupare maggiormente è anche la situazione delle aziende di logistica. Il vicepresidente Lecca segnala che “le aziende sono allo stremo a causa dei rincari energetici e del sistema Ets sul trasporto marittimo”. Il timore riguarda anche l’introduzione dell’Ets 2, destinato a coinvolgere direttamente il trasporto su gomma, con possibili ulteriori aumenti dei costi.
La confederazione delle Pmi ha quindi presentato tre proposte prioritarie: Riconoscimento dello status europeo speciale per la Sardegna, simile a quello delle regioni ultraperiferiche; Sospensione del sistema Ets e rinvio dell’Ets 2 per i trasporti insulari; Creazione di un Fondo per la continuità territoriale delle merci, con navi dedicate e tariffe agevolate.
Secondo Confapi, senza interventi rapidi il rischio è che il sistema produttivo dell’isola subisca un grave contraccolpo economico, con ripercussioni su export, occupazione e competitività.
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