Province Sassari Sassari, favoreggiamento immigrazione clandestina e false assunzioni: 29 indagati

Sassari, favoreggiamento immigrazione clandestina e false assunzioni: 29 indagati

Le accuse spaziano dalla sostituzione di persona all'uso di atti falsi, fino alla diffusione abusiva di codici informatici

Un’estesa indagine condotta dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Sassari ha smantellato una rete criminale dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina attraverso la falsificazione dei flussi d’ingresso. Tra il 2022 e il 2025, gli inquirenti hanno analizzato oltre 3.300 domande caricate sul portale ministeriale, scoprendo che più della metà erano prive di requisiti o palesemente irregolari. Il sistema era progettato per aggirare i limiti numerici del “Decreto Flussi” mediante l’invio massivo di istanze fraudolente.

Il fulcro del raggiro consisteva nell’utilizzare impropriamente le identità di imprenditori locali del settore edile, agricolo e ricettivo, spesso del tutto ignari. In totale, sono state individuate 1.256 richieste fittizie distribuite su tutto il territorio nazionale, inviate sostituendosi ai titolari d’azienda o sottraendo documenti riservati. In un caso eclatante, i criminali hanno utilizzato le credenziali d’accesso di un imprenditore deceduto da anni per inoltrare le pratiche telematiche.

Le vittime di questo meccanismo erano lavoratori extracomunitari, provenienti principalmente dall’Africa e dal Sud Asia, disposti a pagare per ottenere un impiego e un alloggio che, nella realtà, non esistevano. L’intervento sinergico tra l’Ispettorato del Lavoro e lo Sportello Unico per l’Immigrazione ha impedito l’emissione dei nulla osta, bloccando un traffico che avrebbe lasciato centinaia di persone in una condizione di totale vulnerabilità una volta giunte in Italia.

L’operazione si è conclusa con il deferimento alla Procura della Repubblica di Sassari di 29 persone, sia italiane che straniere. Le accuse spaziano dalla sostituzione di persona all’uso di atti falsi, fino alla diffusione abusiva di codici informatici. L’inchiesta è stata alimentata anche dalle numerose denunce sporte dai datori di lavoro raggirati, permettendo di ricostruire l’organigramma di un’organizzazione capace di gestire migliaia di documenti aziendali per scopi illeciti.

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