Un grave episodio di violenza si è consumato all’interno di un istituto penitenziario di Uta, dove un poliziotto della penitenziaria è rimasto vittima di una brutale aggressione. Il responsabile è un uomo con gravi patologie psichiatriche, recentemente ricollocato in carcere dopo un periodo trascorso in una Rems (Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza) a seguito di una sentenza che lo aveva dichiarato del tutto incapace di intendere e di volere.
Secondo le ricostruzioni, l’uomo si è scagliato improvvisamente e con estrema ferocia contro l’agente addetto alla sorveglianza della sezione, colpendolo ripetutamente con calci e pugni senza che vi fosse stata alcuna provocazione o discussione preventiva. L’escalation di violenza è stata arginata solo grazie alla prontezza dei colleghi dell’agente, che sono intervenuti immediatamente evitando che la situazione degenerasse ulteriormente.
Le conseguenze per il poliziotto sono state pesanti: trasferito d’urgenza in pronto soccorso, i medici hanno diagnosticato diverse fratture e la rottura del setto nasale. L’agente è stato dimesso con una prognosi di 30 giorni. Questo drammatico evento riaccende i riflettori sulla complessità della gestione dei detenuti affetti da disturbi psichici all’interno delle strutture carcerarie ordinarie.
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