In Evidenza Incendi in Sardegna, in 30 anni circa 15.000 roghi: la maggior parte...

Incendi in Sardegna, in 30 anni circa 15.000 roghi: la maggior parte sono dolosi

Il confronto numerico tra il 1994 e il 2026 non lascia spazio a dubbi: la matrice dolosa schiaccia quella colposa (dovuta a imprudenza o fatalità)

Crediti foto: Compagnia Barracellare di Capoterra

La piaga dei roghi in Sardegna non è il frutto della fatalità, ma l’esito di dinamiche consolidate e intenzionali. Lo rivelano le analisi condotte dal Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, che ha passato ai raggi X oltre tre decenni di emergenze. Il report si focalizza su 14.231 eventi selezionati per gravità o ripetitività, permettendo di tracciare un identikit preciso delle fiamme nell’isola: la stragrande maggioranza degli incendi viene appiccata volontariamente.

Il confronto numerico tra il 1994 e il 2026 non lascia spazio a dubbi: la matrice dolosa schiaccia quella colposa (dovuta a imprudenza o fatalità) con un rapporto di oltre quattro a uno. Su circa 14mila casi esaminati, ben 9.738 sono risultati intenzionali, mentre solo 2.319 sono stati attribuiti a distrazione o incidenti. Questa tendenza non accenna a diminuire neanche nel breve periodo: nell’ultimo quinquennio, infatti, si contano 619 roghi dolosi contro appena 299 colposi.

Un aspetto cruciale evidenziato dagli investigatori riguarda la distinzione tra prova tecnica e verità processuale. Spesso, pur avendo la certezza scientifica che il fuoco sia stato appiccato deliberatamente, resta un’area d’ombra sul movente specifico. Questo fa sì che molti fascicoli vengano archiviati come “dolo a causa indefinita”: la mano dell’incendiario è accertata, ma le ragioni profonde del gesto rimangono, per ora, un mistero irrisolto.

Leggi le altre notizie su www.cagliaripad.it