In seguito al drammatico decesso di un cavallo avvenuto ieri, domenica 15 febbraio 2026, durante le fasi preliminari della sfilata che precede la tradizionale giostra equestre di Oristano, l’associazione Lav è tornata a invocare la soppressione definitiva della manifestazione. Secondo l’organizzazione animalista, il malore fatale che ha stroncato l’animale non può essere considerato un incidente isolato, ma è la prova di una pericolosità intrinseca alle esibizioni che coinvolgono esseri viventi.
La Lav sostiene fermamente che nessuna regolamentazione, per quanto ferrea, possa annullare i pericoli derivanti dallo stress e dalla pressione a cui sono sottoposti i destrieri. Nella loro nota ufficiale, viene contestato il valore della tradizione come giustificazione per il rischio di perdite di vite animali, esortando le istituzioni a porre fine a manifestazioni che riducono gli animali a meri oggetti da intrattenimento.
“Si tratta di un episodio grave, che conferma ancora una volta come l’impiego dei cavalli in eventi di spettacolo e competizione comporti rischi strutturali e non eliminabili, fino alla perdita della vita”, scrivono gli animalisti.
“Non esistono condizioni più sicure o protocolli più rigorosi che possano rendere accettabile l’utilizzo di esseri viventi in attività che li espongono a stress, coercizione e pericolo. La tradizione non può essere un alibi per perpetuare pratiche che comportano sofferenza e morte. È necessario superare definitivamente l’idea che gli animali possano essere utilizzati come strumenti di spettacolo: solo l’abolizione di queste manifestazioni può garantire che tragedie come quella di ieri non si ripetano”.
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