Province Sassari Processo Ciro Grillo, Pm e parte civile non appellano la sentenza

Processo Ciro Grillo, Pm e parte civile non appellano la sentenza

Con la scadenza dei termini avvenuta ieri, è diventato definitivo che l'accusa non chiederà pene più severe rispetto a quelle già inflitte

Crediti foto: Ansa

La sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Tempio Pausania nel settembre 2025 non subirà inasprimenti in appello. Sia la Procura, guidata da Gregorio Capasso, sia la parte civile, rappresentata dall’avvocata Giulia Bongiorno, hanno infatti deciso di non impugnare il verdetto relativo alla vicenda di Ciro Grillo e dei suoi amici genovesi (Edoardo Capitta, Vittorio Lauria e Francesco Corsiglia), accusati di violenza sessuale di gruppo per i fatti accaduti a Porto Cervo nel 2019.

Con la scadenza dei termini avvenuta ieri, è diventato definitivo che l’accusa non chiederà pene più severe rispetto a quelle già inflitte: otto anni di reclusione per Grillo, Capitta e Lauria, e sei anni e sei mesi per Corsiglia (ritenuto responsabile di violenza sessuale individuale). In prima istanza, il pubblico ministero aveva sollecitato una condanna a nove anni per l’intero gruppo.

La partita giudiziaria di secondo grado si giocherà quindi esclusivamente sulle istanze della difesa. Tutti i legali degli imputati hanno infatti presentato ricorso per ottenere l’annullamento della sentenza. I difensori — tra cui Enrico Grillo, Andrea Vernazza e Antonella Cuccureddu — contestano il lavoro del collegio giudicante, sostenendo che le prove a favore dei giovani non siano state adeguatamente valutate. Inoltre, sollevano un vizio procedurale che potrebbe portare alla nullità dell’atto: la mancanza della firma di uno dei giudici estensori in calce alla decisione.

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