I vertici regionali di Cgil, Cisl e Uil — Fausto Durante, Pier Luigi Ledda e Fulvia Murru — hanno espresso un fermo dissenso riguardo all’ipotesi di trasferire ulteriori detenuti in regime di 41-bis negli istituti penitenziari di Nuoro, Sassari e Cagliari. I sindacati denunciano un atteggiamento unilaterale da parte delle istituzioni centrali, affermando con decisione che “Lo Stato non può ricordarsi della Sardegna soltanto quando c’è da risolvere un problema scaricandole addosso un onere senza valutarne le conseguenze”.
Le organizzazioni sindacali si dichiarano pronte a scendere in piazza per contrastare un provvedimento giudicato iniquo e dannoso per l’equilibrio sociale dell’isola, definendo l’iniziativa come “una decisione profondamente scorretta, sproporzionata e lesiva del territorio e dei diritti collettivi dei cittadini sardi”. L’appello lanciato al Ministero della Giustizia e al Governo chiede un passo indietro immediato, sottolineando come la contrarietà a tale scelta sia ormai unanime tra movimenti, associazioni e forze politiche locali.
In conclusione, i rappresentanti dei lavoratori richiamano l’importanza del dialogo istituzionale per evitare strappi insanabili tra il centro e la periferia: “Chi governa a Roma ha la responsabilità di praticare il confronto e costruire soluzioni condivise senza mortificare le istanze delle Regioni — sottolineano Durante, Ledda e Murru — altrimenti si rischia di compromettere il principio di leale collaborazione tra istituzioni e la stessa coesione del Paese”.
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