Le incessanti precipitazioni che hanno sferzato la Sardegna nelle ultime settimane, e che tuttora continuano a cadere con intensità, hanno impresso una svolta decisiva alla situazione idrica dell’isola, portando a un rapido innalzamento dei livelli negli invasi regionali. Grazie a questo massiccio apporto meteorico, le autorità possono finalmente escludere il rischio siccità per l’intero 2026, una notizia che rassicura il mondo agricolo dopo diverse stagioni estive segnate da restrizioni e difficoltà nell’irrigazione delle colture.
I dati ufficiali rilevati lo scorso 31 gennaio certificano una scorta complessiva che sfiora il 71,7% della capacità totale, traducendosi in un volume d’acqua disponibile di circa 1.308 milioni di metri cubi. Esistono tuttavia profonde differenze geografiche tra i vari distretti idrografici. Mentre i bacini dell’Ogliastra, del Basso Sulcis e dell’Alto Taloro hanno raggiunto la saturazione completa toccando il 100% del volume utile, il sistema strategico del Tirso-Flumendosa si attesta su un rassicurante 70,3%.
L’unica nota stonata in questo quadro di abbondanza riguarda il distretto dell’Alto Cixerri, dove le dighe di Punta Gennarta e Medau Zirimilis mostrano ancora un preoccupante deficit, fermandosi a un modesto 17,6% di riempimento.
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