La gestione degli pneumatici fuori uso (Pfu) in Sardegna rischia di trasformarsi in un problema strutturale con ricadute economiche e ambientali. A lanciare l’allarme è il deputato ed ex assessore all’Ambiente della Giunta Solinas, Gianni Lampis, di Fratelli d’Italia, che denuncia criticità nel sistema di raccolta.
“La gestione degli pneumatici fuori uso è diventata una vera e propria emergenza per migliaia di imprese di autoriparazione e gommisti che operano correttamente sul territorio della Regione Sardegna”, ha dichiarato il parlamentare. A lanciare l’allarme a inizio anno era stato il presidente di Confartigianato Imprese Sardegna, Giacomo Meloni, che aveva chiesto un incontro urgente al Governo.
“Le gravi inefficienze e discontinuità del servizio stanno costringendo molte officine a lavorare in condizioni di forte difficoltà, con giacenze eccessive di pneumatici e il rischio concreto di sanzioni amministrative, oltre a potenziali danni ambientali e sanitari”, ha aggiunto Lampis, sottolineando come la situazione penalizzi soprattutto chi rispetta le regole e versa regolarmente il contributo ambientale.
Per affrontare il problema, il deputato ha annunciato la presentazione di un’interrogazione al Ministro dell’Ambiente, chiedendo interventi urgenti, tra cui l’attivazione di un extra target di raccolta. L’obiettivo sarebbe quello di alleggerire nell’immediato le giacenze e garantire un servizio più stabile.
Parallelamente, Lampis propone anche misure di medio-lungo periodo finalizzate a rendere il sistema più efficiente e trasparente. “È fondamentale rafforzare la tracciabilità dei flussi di pneumatici, sostenere le imprese regolari e contrastare con determinazione abusivismo, concorrenza sleale ed evasione del contributo ambientale”.
Tra le proposte avanzate figura anche il potenziamento del Registro Nazionale dei Produttori e Importatori di Pneumatici, con l’introduzione di una gestione centralizzata delle richieste di ritiro da parte degli autoriparatori. Lampis chiede inoltre una revisione dei criteri con cui vengono assegnati i quantitativi di Pfu su base territoriale, oggi spesso suddivisi in macro-aree considerate poco efficaci. “L’obiettivo è costruire un sistema serio e responsabile che tuteli l’ambiente, favorisca l’economia circolare e non lasci sole le imprese” conclude il deputato.
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