È scontro aperto in Consiglio comunale sul Piano Economico Finanziario (Pef) presentato dal Cagliari Calcio per la realizzazione del nuovo stadio. A sollevare la questione è il consigliere comunale di minoranza Giuseppe Farris, che chiede maggiore trasparenza su un documento ritenuto decisivo per il futuro dell’opera e per l’impatto sulle finanze pubbliche.
Il Pef è stato depositato il 14 dicembre 2025 dal club rossoblù. Un passaggio centrale che riguarda tempi, garanzie e sostenibilità economica di un’infrastruttura definita strategica non solo per la città di Cagliari, ma per l’intera Sardegna. Tuttavia, secondo Farris, sull’iter starebbero emergendo elementi poco chiari.
Sui social, il consigliere richiama un’intervista rilasciata il 21 gennaio 2026 dall’assessore allo Sport Giuseppe Macciotta, nella quale si parla di “valutazioni giuridico economiche” in corso e di un possibile “differimento del cronoprogramma”. Una dichiarazione che, secondo Farris, lascia intendere la presenza di criticità non esplicitate.
Il consigliere afferma che “qualcosa non torna, ma nessuno spiega cosa”. Farris ricorda di aver presentato il 23 gennaio un’interrogazione con richiesta di risposta scritta e un’istanza di accesso agli atti per visionare il Pef, senza aver ricevuto, a suo dire, alcun riscontro.
Nel suo intervento pubblico, Farris sottolinea che “se ci sono criticità giuridiche ed economiche i cittadini hanno il diritto di conoscerle”, aggiungendo che “se il Pef è stato depositato, non esiste alcuna ragione per tenerlo nascosto”. Da qui l’accusa diretta all’amministrazione: “Il silenzio dell’amministrazione non è neutro: è una scelta politica”. Una scelta che, secondo il consigliere, comprometterebbe trasparenza e ruolo del Consiglio comunale, rischiando di trasformare il nuovo stadio in “un’ennesima operazione opaca”.
Non si è fatta attendere la replica dell’assessore Macciotta, che nei commenti al post di Farris ha respinto con decisione le accuse, definendo le affermazioni “false, malevole e tendenziose”. L’assessore ha ricordato come il regolamento del Consiglio comunale preveda 20 giorni per rispondere alle interrogazioni con richiesta scritta e 30 giorni per l’accesso agli atti, termini che non sono ancora scaduti.
Macciotta sottolinea quella che a suo giudizio è la “strumentalità di questa infelice e provocatoria doglianza del consigliere”, e annuncia: “Voglio comunque rassicurarlo che nella seduta del consiglio comunale di martedì 3 febbraio prossimo risponderó in aula ad una più articolata e urgente interrogazione sulla medesima tematica del consigliere Boero, depositando entro la mattinata del prossimo lunedì 2 febbraio la risposta scritta alla sua interrogazione”.
La polemica si è chiusa, per ora, con la controreplica di Farris, che ha ribadito le proprie critiche accusando l’assessore di perdere tempo sui social invece di fornire chiarimenti formali e sostenendo che l’interrogazione di Boero sia “inutile rispetto alla contezza consiliare e pubblica”.
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