Regione Ciclone Harry, la Regione ha dichiarato lo stato di emergenza

Ciclone Harry, la Regione ha dichiarato lo stato di emergenza

La Giunta regionale dichiara lo stato di emergenza e avvia l’iter per ottenere gli aiuti dello Stato utili a far ripartire le zone colpite

La Regione Sardegna ha ufficialmente dichiarato lo stato di emergenza in seguito alla violenta ondata di maltempo che ha colpito l’Isola tra il 19 e il 21 gennaio 2026, provocando gravi criticità nei territori orientali e meridionali. La decisione è stata assunta dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessora della Difesa dell’Ambiente con delega alla Protezione civile, Rosanna Laconi, con l’obiettivo di attivare tutte le misure straordinarie necessarie a fronteggiare le conseguenze degli eventi estremi.

Nel provvedimento adottato dall’esecutivo viene sancita la durata dello stato di emergenza fino al 22 gennaio 2027, motivata “in conseguenza degli eccezionali eventi metereologici avversi che si sono verificati nei giorni 19, 20 e 21 gennaio 2026 nei territori della Sardegna orientale e meridionale”.

Verso l’emergenza nazionale

Contestualmente, la Giunta ha dato mandato alla Direzione generale della Protezione civile di procedere con la delimitazione puntuale delle aree colpite, predisponendo una relazione tecnico-illustrativa utile a quantificare con precisione l’ammontare dei danni e delle risorse finanziarie necessarie. Questo passaggio rappresenta uno step fondamentale per attivare formalmente la richiesta al Presidente del Consiglio dei ministri, finalizzata alla dichiarazione dello stato di emergenza nazionale.

L’obiettivo è consentire l’accesso a fondi straordinari, accelerare le procedure di ripristino delle infrastrutture danneggiate, sostenere famiglie, imprese e amministrazioni locali e garantire interventi rapidi per la messa in sicurezza del territorio.

Un quadro ancora in evoluzione

Le violente precipitazioni, le mareggiate e le esondazioni dei corsi d’acqua hanno lasciato dietro di sé danni diffusi, interessando viabilità, edifici pubblici e privati, attività produttive e comparto agricolo. In molte zone permangono criticità strutturali, mentre prosegue il monitoraggio da parte della Protezione civile e degli enti competenti.

La dichiarazione dello stato di emergenza regionale rappresenta dunque un primo passo concreto verso il riconoscimento della calamità naturale, indispensabile per garantire tempi rapidi di intervento e risorse adeguate per la ricostruzione e la ripresa delle aree colpite.

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