L’attività di monitoraggio denominata “Fish Net”, condotta dalla Guardia Costiera di Oristano, si è conclusa con il sequestro di 80 chili di merce e l’accertamento di cinque infrazioni relative alla provenienza dei prodotti ittici. Sotto la lente degli ispettori sono finiti gamberi, mazzancolle, salmone surgelato e vari preparati pronti per la trasformazione alimentare, tutti privi della documentazione necessaria a garantirne la rintracciabilità.
L’operazione, che ha portato all’irrogazione di sanzioni amministrative per un ammontare complessivo di 7.500 euro nei confronti dei gestori di ristoranti e punti vendita inadempienti, rientra in un piano d’azione nazionale coordinato, per la Sardegna, dalla Direzione Marittima di Cagliari. Le verifiche sono state intensificate proprio in coincidenza con le festività, periodo in cui la domanda di pesce aumenta sensibilmente.
I controlli hanno interessato l’intera catena produttiva, dai controlli in mare aperto fino alla verifica nei locali di somministrazione a terra. L’obiettivo primario dei militari è stato quello di assicurare il pieno rispetto delle direttive europee e delle leggi italiane su etichettatura e trasparenza, così da tutelare la salute pubblica e il diritto degli acquirenti a una corretta informazione su ciò che portano in tavola.
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