Il Presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Piero Comandini, è intervenuto con fermezza sulla drammatica escalation di incidenti stradali che sta colpendo l’Isola. Di fronte a una tendenza che vede la Sardegna in controtendenza rispetto al resto d’Europa e d’Italia, dove i numeri dei sinistri mortali mostrano timidi segnali di miglioramento, la massima carica dell’Assemblea sarda ha evidenziato l’urgenza di una risposta strutturata e corale. Comandini ha espresso profondo cordoglio per le giovani vittime che hanno segnato i primi giorni del 2026, sottolineando come la criticità riguardi indiscriminatamente ogni fascia d’età e ogni tipologia di arteria stradale, dalle grandi statali ai centri urbani.
Secondo il Presidente, la soluzione non può prescindere da una duplice azione: da un lato l’ammodernamento delle infrastrutture, dall’altro un investimento massiccio sull’educazione dei conducenti, con un occhio di riguardo per le nuove generazioni. Per dare concretezza a questo impegno, Comandini ha lanciato la proposta di una nuova normativa regionale dedicata, ispirandosi a modelli virtuosi già adottati in altre regioni italiane. L’obiettivo dichiarato è quello di creare un fronte comune che veda la partecipazione attiva di istituzioni, forze dell’ordine e mondo della formazione.
“Troppe croci sulle strade sarde: è ormai un bollettino di guerra quotidiano, che tocca tutti i territori, conducenti e passeggeri di ogni età e che richiede una presa di coscienza collettiva. Mentre in Europa si riducono i decessi e anche nel resto d’Italia si registra un lieve calo, la situazione in Sardegna è allarmante, con numeri in crescita negli ultimi due anni e un inizio d’anno funestato da altre giovani vite. Dobbiamo fare ancora tanto sul fronte della sicurezza delle nostre strade – statali, provinciali, cittadine -, ma è importante lavorare, soprattutto con i più giovani, sulla prevenzione, sull’attenzione alla guida, sul rispetto delle norme del Codice della strada”
“Auspico che il Consiglio regionale, nella sua funzione legislativa e seguendo l’esempio recente dell’Assemblea regionale del Piemonte, possa dotarsi di una legge organica sulla sicurezza stradale, che coinvolga Università, Anas, province, associazioni e scuole, preveda investimenti sulle strade, controlli e monitoraggio e anche attività di sensibilizzazione e promozione di una guida sicura e responsabile”.
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