In Evidenza Aou Sassari, nel 2025 meno nascite e gravidanze più complesse: il motivo

Aou Sassari, nel 2025 meno nascite e gravidanze più complesse: il motivo

Nel 2025 calano i nati, ma crescono i casi a rischio e le richieste di assistenza specialistica: il report dell'Aou di Sassari svela il perché

Meno culle, ma un carico assistenziale sempre più articolato. È il quadro che emerge dal bilancio 2025 dell’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari, dove il calo delle nascite si accompagna a un aumento delle gravidanze complesse e delle necessità di cure specialistiche. Una tendenza locale che riflette un fenomeno nazionale più ampio, segnato dall’avanzare dell’inverno demografico e da un ruolo sempre più centrale della sanità pubblica nel supporto alla maternità.

L’anno si chiude con 1.332 nuovi nati, circa 90 in meno rispetto al 2024. I maschi sono stati 704, mentre le femmine 625. Nonostante il dato in calo, la Clinica ostetrica dell’Aou di Sassari resta il primo punto nascita della Sardegna per numero complessivo di parti.

“L’inverno demografico è il risultato di cambiamenti profondi della società” spiega Giampiero Capobianco, direttore della Clinica Ostetrica e Ginecologica. “Le donne arrivano alla maternità sempre più tardi e spesso dopo percorsi complessi. Il nostro compito è garantire un’assistenza sicura e altamente qualificata, soprattutto nelle situazioni più fragili”.

L’età media delle madri continua infatti a spostarsi oltre i 35 anni, con ricadute sulla fertilità biologica e sulla possibilità di avere più figli. A incidere sono anche la precarietà lavorativa, le difficoltà di conciliazione tra lavoro e famiglia, la carenza di servizi per l’infanzia e un welfare spesso insufficiente a sostenere concretamente i progetti genitoriali. A tutto questo si aggiunge un cambiamento culturale profondo, che rende la genitorialità una scelta sempre più ponderata e rimandata, con un conseguente aumento delle gravidanze a rischio e medicalmente complesse.

Nel dettaglio, i parti spontanei nel 2025 sono stati 702, mentre i tagli cesarei hanno raggiunto quota 558. I parti gemellari sono saliti a 27, in lieve aumento rispetto all’anno precedente. Il dato multiculturale rappresenta circa il 9% del totale, con 111 nuovi nati da madri straniere, in prevalenza provenienti da Romania e Senegal, seguite da Bangladesh, Marocco, Nigeria e Cina, a testimonianza di una realtà sempre più eterogenea.

In crescita anche il ricorso all’analgesia durante il parto, utilizzata in 421 casi, un incremento significativo rispetto agli anni precedenti. “È un passo avanti importante sul fronte dell’umanizzazione delle cure e della libertà di scelta – sottolinea Capobianco – e per questo ringrazio l’équipe anestesiologica, medica, ostetrica e infermieristica”.

Continua inoltre ad aumentare la domanda di Procreazione medicalmente assistita. Il centro pubblico dell’Aou di Sassari, uno dei tre attivi in Sardegna, ha effettuato nel 2025 più cicli rispetto all’anno precedente, in gran parte ad alta complessità, con fecondazione in vitro e tecnologie avanzate basate anche sull’intelligenza artificiale. L’età resta però un fattore determinante: le donne che si rivolgono al centro hanno in media 38 anni e i percorsi di counseling sono sempre più orientati a pazienti prossime ai 40.

“Meno nascite non significa minore impegno” conclude Capobianco. “Al contrario, oggi affrontiamo gravidanze più complesse che richiedono competenze specialistiche, tecnologie avanzate e una presa in carico attenta della donna e della coppia. In questo nuovo scenario demografico, la sanità pubblica svolge un ruolo fondamentale nel sostenere la maternità”.

Leggi le altre notizie su www.cagliaripad.it