Il Forte della Maddalena ritrova il suo antico fascino grazie al recente intervento di restauro che ha restituito alla città una parte significativa della storica fortificazione. Il cantiere, avviato nel giugno 2024 e finanziato con 1,5 milioni di euro del Pnrr, ha permesso di consolidare e mettere in sicurezza le murature perimetrali maggiormente deteriorate, oltre a ridefinire le pavimentazioni e potenziare l’illuminazione esterna.
L’area rinnovata sarà completamente fruibile entro la prima decade di dicembre, con l’installazione delle nuove panchine e dei cestini portarifiuti. Il sindaco Raimondo Cacciotto sottolinea l’impegno dell’amministrazione: “Stiamo lavorando per reperire i finanziamenti dalla Regione per il restauro della restante parte del Forte. Intanto riapriamo alla città un luogo speciale che può essere utilizzato per piccoli eventi culturali e di spettacolo”.
Il Forte della Maddalena prende il nome da una statua un tempo collocata in una nicchia della torre, conosciuta popolarmente come Maddalenetta. La struttura è una delle tre fortificazioni erette alla fine del Cinquecento per rafforzare il fronte di terra della cinta difensiva di Alghero. Si presenta come un massiccio complesso quadrangolare che, sul lato nord, ingloba l’antica torre circolare, nota anche come Torre di Garibaldi in memoria dell’arrivo dell’eroe dei due mondi nel 1855.
Nel corso del Seicento e del Settecento il forte subì numerose modifiche, ma ciò che oggi resta è una struttura profondamente trasformata. Tra il 1905 e il 1914 vennero infatti demoliti l’ampio terrapieno e le parti interne che sostenevano l’artiglieria, alterando in modo irreversibile l’aspetto originario. Oggi sono visibili soltanto i muri perimetrali.
Dopo la perdita della funzione militare, il Forte trovò una nuova identità legata alla tradizione marinara algherese: per anni ospitò un cantiere dedicato alla costruzione delle tipiche “spagnolette”, imbarcazioni in legno caratteristiche della città catalana.
L’assessore ai Lavori Pubblici, Francesco Marinaro, ha già candidato l’opera alle diverse linee di finanziamento regionale previste dalla Legge di Stabilità n. 30/49 del 5 giugno 2025, dedicata ai lavori pubblici e al sistema idrico. L’obiettivo è chiaro: restituire alla comunità un bene storico completamente rigenerato e valorizzato.
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