Il mattatoio di Guspini ha storia antica e tormentata. Comincia nel 1934 quando entra in funzione per razionalizzare e soprattutto elevare gli standard della macellazione. Nel 1960 venne ristrutturato per la prima volta, per sostenere la crescita delle attività di allevamento.
Le nuove disposizioni europee sull’igiene alimentare imposero la chiusura nel 1993. Nel 2004 venne riconvertito in un centro di lavorazione delle carni con un investimento pubblico di circa un milione di euro (allora due miliardi di vecchie lire). Nonostante il gigantesco investimento di denaro pubblico il centro non aprì nemmeno i battenti.
Oggi, grazie ad un nuovo progetto sostenuto dalla Fondazione con il Sud, e portato avanti da un partenariato composto da Enti del Terzo settore e da una nuova filiera di produttori, l’ex mattatoio torna in vita. È stato riconvertito in un centro di lavorazione di carne suina e di prodotti ortofrutticoli.
L’edificio è antico ma completamente ristrutturato per offrire allo stabilimento spazi adeguati per la logistica e per la produzione di prodotti finiti.
Tutto il progetto vuole non solo sostenere e rilanciare l’economia locale, ma porre con grande attenzione al sociale e alle fragilità, per le quali si stanno costruendo processi di inclusione che permettano davvero a tutti di beneficiare di questo nuovo rilancio.
Grazie alla Fondazione con il Sud e alla rete dei partner locali nascerà un marchio di rete il cui obiettivo è quello di creare un ecosistema che possa generare lavoro, innovazione di prodotto, e riabilitazione di persone in situazioni di disagio in modo scalabile e sostenibile.
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